In questa terza puntata di "Antologia del mare", Pablo Neruda esplora il suo legame con il mare.
Come ha scritto Francisco Rivas, a proposito di Pablo Neruda e del suo legame con il mare:
“…aveva nel cuore un grande pezzo di mare. Anche se è nato a Parral, una città lontana dalle onde, il suo rapporto con il mare è forse più profondo che con qualsiasi altra manifestazione naturale del pianeta. Per lui il mare è ciò da cui tutto nasce e dove tutto finisce”.
Questa ode appartiene al libro “Elemental Odes” pubblicato nel 1954.
In Grecia esistevano due tipi di odi: corale e monodica, cantate da una sola voce.
“Inno al mare” corrisponde al secondo tipo, essendo un elogio del mare.
Inno al mare di Pablo Neruda
Qui sull'isola il mare e quanto mare si riversa su se stesso tutto il tempo, dice sì, no, no, no, no, dice sì, in blu, nella schiuma, nel galoppo, dice no, no. Non può restare fermo, il mio nome è mare, si ripete sbattere contro una roccia senza convincerlo, poi con sette lingue verdi di sette cani verdi, di sette tigri verdi, di sette mari verdi, lo attraversa, lo bacia, lo inumidisce e si batte il petto ripetendone il nome. Oh mare, questo è il tuo nome, oh compagno oceano, non perdere tempo e acqua, non tremare così tanto, Aiutaci, noi siamo i più piccoli pescatori, uomini della riva, abbiamo freddo e fame, sei nostro nemico, non colpire così forte, non gridare così, apri il tuo scrigno verde e lasciaci tutti abbiamo tra le mani il tuo regalo d'argento: il pesce di tutti i giorni.
Qui in ogni casa lo vogliamo, e anche se è argento, cristallo o luna, è nato per i poveri cucine della terra. Non tenerlo, avaro, correre freddo come fulmini bagnati sotto le tue onde. Vieni adesso, aprire e lascialo vicino alle nostre mani, aiutaci, oceano, padre verde e profondo, per finire un giorno povertà terrena. Cerchiamo di raccogliere l'infinito piantagione delle vostre vite, il tuo grano e la tua uva, i tuoi buoi, i tuoi metalli, lo splendore umido e il frutto sommerso.
Padre mare, lo sappiamo già come ti chiami, tutto si sparsero i gabbiani il tuo nome sulla sabbia: adesso comportati bene, non scuotere la tua criniera, non minacciare nessuno, non infrangerti contro il cielo la tua bella dentiera, lascia perdere per un po' le tue storie gloriose, dona ad ogni uomo, a tutti donna e ogni bambino, un pesce grande o uno piccolo ogni giorno. Percorri tutte le strade del mondo distribuzione del pesce e poi gridare, gridare quindi tutti i poveri che lavorano poter sentire, e diranno, sbirciando dalla bocca della miniera: “Ecco che arriva il vecchio mare distribuzione del pesce”. E torneranno giù, all'oscurità, sorridendo e per le strade e le foreste gli uomini sorrideranno e la terra con un sorriso marino. Ma se non vuoi, se non ne hai voglia, aspettare, aspettaci, ci penseremo su, prima sistemeremo affari umani, prima i più grandi, tutti gli altri dopo, e poi ti entreremo, taglieremo le onde con un coltello di fuoco, su un cavallo elettrico salteremo la schiuma, canto affonderemo fino a toccare il fondo delle tue viscere, un filo atomico proteggerà la tua vita, pianteremo nel tuo giardino profondo piante di cemento e acciaio, ti legheremo mani e piedi, gli uomini cammineranno sulla tua pelle sputare, strappandoti grappoli da te, cablaggi edili, montarti e addomesticarti, dominando la tua anima. Ma quello sarà quando uomini hanno riparato il nostro problema, quello grande, il grande problema. Sistemeremo tutto poco per volta: ti obbligheremo, mare, ti costringeremo, terra, fare miracoli, perché in noi stessi, nella lotta, c'è il pesce, c'è il pane, c'è il miracolo.
"Inno al mare" è un'esplorazione poetica del profondo legame di Pablo Neruda con il mare. Nonostante sia nato lontano dalla costa di Parral, in Cile, il legame di Neruda con il mare viene descritto come più profondo di qualsiasi altro elemento naturale. Il mare simboleggia l'origine e il culmine della vita stessa nella sua immaginazione poetica.
"Ode to the Sea" fa parte della raccolta "Elemental Odes", pubblicata da Pablo Neruda nel 1954. Questa antologia mette in mostra la profonda ammirazione e il tributo poetico di Neruda a vari elementi naturali, con il mare in primo piano.
Per Neruda il mare rappresenta non solo un'entità fisica ma una forza metafisica che influenza la vita e l'esistenza umana. Incarna temi di nascita, morte, eternità e interconnessione di tutte le forme di vita. Il trattamento poetico del mare da parte di Neruda lo eleva a simbolo di significato cosmico e armonia universale.
“Inno al mare” corrisponde alla tradizione dell'ode monodica, dove il poeta esprime sentimenti personali e loda il mare con un'unica voce. Questa forma poetica consente a Neruda di trasmettere la sua profonda riverenza e connessione emotiva con il mare in modo lirico e introspettivo.
Lo stile poetico di Neruda in "Inno al mare" è caratterizzato da immagini vivide, intensità lirica e una profonda esplorazione di temi esistenziali. Attraverso ricche metafore e un linguaggio evocativo, Neruda dipinge un ritratto del mare che trascende i suoi attributi fisici, approfondendo la sua essenza spirituale ed elementale.
Scopri il primo genio poetico di Jorge Luis Borges attraverso "Inno al mare", la sua poesia d'esordio pubblicata su Grecia di Siviglia. Venite a trovarci per ulteriori poesie
Ricordiamo che, quando siamo sul punto di compiere un nuovo anniversario, la spedizione di Shackleton nel 1914 non aveva né GPS, né internet, né telefoni satellitari. Tampoco nadie hablaba di leadership delle squadre, di resilienza o di comunicazione interpersonale. Nel 1914 había sextantes, brújulas y mapas. E in quell'anno Sarajevo è lo scenario di un asesinato...
Just the Sea trae a España dos publicaciones maravillosas, Sirene Journal y Elementum journal. Gioie autentiche, uniche, speciali, ispiratrici che si collegano direttamente con l'alma. Las puedes comprar en nuestra web o en tiendas físicas seleccionadas como La Fábrica, librería náutica Robinson, La tienda del Real Jardín Botánico de Madrid o La Boutique de la …
Inno al mare di Pablo Neruda: Poesia proprio sul mare
In questa terza puntata di "Antologia del mare", Pablo Neruda esplora il suo legame con il mare.
Come ha scritto Francisco Rivas, a proposito di Pablo Neruda e del suo legame con il mare:
“…aveva nel cuore un grande pezzo di mare. Anche se è nato a Parral, una città lontana dalle onde, il suo rapporto con il mare è forse più profondo che con qualsiasi altra manifestazione naturale del pianeta. Per lui il mare è ciò da cui tutto nasce e dove tutto finisce”.
Questa ode appartiene al libro “Elemental Odes” pubblicato nel 1954.
In Grecia esistevano due tipi di odi: corale e monodica, cantate da una sola voce.
“Inno al mare” corrisponde al secondo tipo, essendo un elogio del mare.
Inno al mare di Pablo Neruda
Qui sull'isola
il mare
e quanto mare
si riversa su se stesso
tutto il tempo,
dice sì, no,
no, no, no,
dice sì, in blu,
nella schiuma, nel galoppo,
dice no, no.
Non può restare fermo,
il mio nome è mare, si ripete
sbattere contro una roccia
senza convincerlo,
poi
con sette lingue verdi
di sette cani verdi,
di sette tigri verdi,
di sette mari verdi,
lo attraversa, lo bacia,
lo inumidisce
e si batte il petto
ripetendone il nome.
Oh mare, questo è il tuo nome,
oh compagno oceano,
non perdere tempo e acqua,
non tremare così tanto,
Aiutaci,
noi siamo i più piccoli
pescatori,
uomini della riva,
abbiamo freddo e fame,
sei nostro nemico,
non colpire così forte,
non gridare così,
apri il tuo scrigno verde
e lasciaci tutti
abbiamo tra le mani
il tuo regalo d'argento:
il pesce di tutti i giorni.
Qui in ogni casa
lo vogliamo,
e anche se è argento,
cristallo o luna,
è nato per i poveri
cucine della terra.
Non tenerlo,
avaro,
correre freddo come
fulmini bagnati
sotto le tue onde.
Vieni adesso,
aprire
e lascialo
vicino alle nostre mani,
aiutaci, oceano,
padre verde e profondo,
per finire un giorno
povertà terrena.
Cerchiamo di
raccogliere l'infinito
piantagione delle vostre vite,
il tuo grano e la tua uva,
i tuoi buoi, i tuoi metalli,
lo splendore umido
e il frutto sommerso.
Padre mare, lo sappiamo già
come ti chiami, tutto
si sparsero i gabbiani
il tuo nome sulla sabbia:
adesso comportati bene,
non scuotere la tua criniera,
non minacciare nessuno,
non infrangerti contro il cielo
la tua bella dentiera,
lascia perdere per un po'
le tue storie gloriose,
dona ad ogni uomo,
a tutti
donna e ogni bambino,
un pesce grande o uno piccolo
ogni giorno.
Percorri tutte le strade
del mondo
distribuzione del pesce
e poi
gridare,
gridare
quindi tutti i poveri che lavorano
poter sentire,
e diranno,
sbirciando dalla bocca
della miniera:
“Ecco che arriva il vecchio mare
distribuzione del pesce”.
E torneranno giù,
all'oscurità,
sorridendo e per le strade
e le foreste
gli uomini sorrideranno
e la terra
con un sorriso marino.
Ma
se non vuoi,
se non ne hai voglia,
aspettare,
aspettaci,
ci penseremo su,
prima sistemeremo
affari umani,
prima i più grandi,
tutti gli altri dopo,
e poi
ti entreremo,
taglieremo le onde
con un coltello di fuoco,
su un cavallo elettrico
salteremo la schiuma,
canto
affonderemo
fino a toccare il fondo
delle tue viscere,
un filo atomico
proteggerà la tua vita,
pianteremo
nel tuo giardino profondo
piante
di cemento e acciaio,
ti legheremo
mani e piedi,
gli uomini cammineranno sulla tua pelle
sputare,
strappandoti grappoli da te,
cablaggi edili,
montarti e addomesticarti,
dominando la tua anima.
Ma quello sarà quando
uomini
hanno riparato
il nostro problema,
quello grande,
il grande problema.
Sistemeremo tutto
poco per volta:
ti obbligheremo, mare,
ti costringeremo, terra,
fare miracoli,
perché in noi stessi,
nella lotta,
c'è il pesce, c'è il pane,
c'è il miracolo.
Odi elementari, 1954
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Domande Frequenti
"Inno al mare" è un'esplorazione poetica del profondo legame di Pablo Neruda con il mare. Nonostante sia nato lontano dalla costa di Parral, in Cile, il legame di Neruda con il mare viene descritto come più profondo di qualsiasi altro elemento naturale. Il mare simboleggia l'origine e il culmine della vita stessa nella sua immaginazione poetica.
"Ode to the Sea" fa parte della raccolta "Elemental Odes", pubblicata da Pablo Neruda nel 1954. Questa antologia mette in mostra la profonda ammirazione e il tributo poetico di Neruda a vari elementi naturali, con il mare in primo piano.
Per Neruda il mare rappresenta non solo un'entità fisica ma una forza metafisica che influenza la vita e l'esistenza umana. Incarna temi di nascita, morte, eternità e interconnessione di tutte le forme di vita. Il trattamento poetico del mare da parte di Neruda lo eleva a simbolo di significato cosmico e armonia universale.
“Inno al mare” corrisponde alla tradizione dell'ode monodica, dove il poeta esprime sentimenti personali e loda il mare con un'unica voce. Questa forma poetica consente a Neruda di trasmettere la sua profonda riverenza e connessione emotiva con il mare in modo lirico e introspettivo.
Lo stile poetico di Neruda in "Inno al mare" è caratterizzato da immagini vivide, intensità lirica e una profonda esplorazione di temi esistenziali. Attraverso ricche metafore e un linguaggio evocativo, Neruda dipinge un ritratto del mare che trascende i suoi attributi fisici, approfondendo la sua essenza spirituale ed elementale.
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